Una constatazione è d’obbligo: il meteo non è una scienza esatta. E se le frasi sul tempo vengono annoverate tra le banalità da spendersi quando la conversazione non decolla, è inutile negare che spesso hanno un fondo di verità: le (mezze) stagioni non esistono più! Così nel mondo del vino non si possono fare previsioni. Gli ultimi tre anni ci avevano abituato a vendemmie molto anticipate con inizio i primi d’agosto a partire dai varietali precoci, che necessitano di maggiore attenzione per preservare aromi e acidità come Chardonnay, Merlot e poi Syrah, tutti raccolti prima di Ferragosto. A seguire gli altri varietali.

Quest’anno, in netta controtendenza, si torna alle origini. “Abbiamo deciso di dare il via alla vendemmia il 19 agosto”, afferma Matthieu Taunay, enologo della cantina capalbiese, dolcemente adagiata sulla Costa d’Argento, tra Capalbio e il mare. “Complice una primavera molto fresca fino ai primi di giugno, quest’anno la stagione è in ritardo – rispetto agli ultimi 3 anni – di quasi 2 settimane”.

Nonostante la percezione comune di un’annata calda, i dati metereologici, infatti, parlano di altro: temperature decisamente nella media, e una primavera fresca almeno fino a giugno. Niente a che vedere, dunque, con l’accelerazione verso l’alto del termometro che aveva visto il 2017 come l’anno più caldo da quando le temperature vengono regolarmente rilevate.

Così Monteverro si adegua a questo tempo che non conosce più stagioni e parte a vendemmiare nell’ultima decade d’agosto. “Come sempre inizieremo con lo Chardonnay”, continua Matthieu. “In modo da raccoglierlo con un’acidità e una freschezza naturali che regaleranno armonia a questo vino di grande espressione”.

“A seguire altri terroir di Chardonnay un po’ più tardivi. Poi sarà la volta di Merlot e Syrah – praticamente in contemporanea -. Da non dimenticare il Vermentino: anche lui deve essere raccolto con un’acidità molto spinta” conclude Taunay.

E se la vendemmia a fine agosto è un ritorno alle origini, Monteverro guarda anche al futuro: la principale novità di quest’anno è la certificazione biologica che dopo 3 anni di conversione arriva finalmente a termine. “Un percorso di conversione molto semplice”, afferma Simone Salamone, agronomo della tenuta capalbiese. “Sono più di 7 anni che abbiamo seguito le regole della coltivazione biologica. Un cambiamento del tutto naturale quindi”.

Così i vini dell’annata 2019 saranno ufficialmente vini biologici. Prosit!

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